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Moresco, report 21 agosto

27 agosto 2012 in Comunicato stampa, Eventi, Novità, proposta di legge, Riunioni

Martedì 21 agosto alle ore 17,30  Salvatore Settis ha partecipato a Moresco (FM) all’ incontro/dibattito con tutte le 92 associazioni regionali ed i cittadini aderenti al forum “ Per la terra ed il paesaggio delle Marche” che ha dato avvio alla campagna di raccolta firme per la legge regionale di iniziativa popolare per la tutela del paesaggio, lo sviluppo ecocompatibile ed il governo partecipato del territorio delle Marche

[L’intervento di Salvatore Settis, i video e la proposta di legge si possono consultare su questo sito, il presente documento pdf-400Kb puoi scaricarlo  qui o continuare a leggerlo  di seguito …]


Ad  introdurre l’incontro è stata Paola Massi, ad illustrare i contenuti politici della proposta Olimpia Gobbi, presidente dell’associazione Luoghi Comuni e referente del Forum, a comunicare i principi fondanti della legge è stato Riccardo Picciafuoco del Tavolo tecnico. <<Una legge che intende il territorio, l’ambiente ed il paesaggio come beni appartenenti all’intera collettività regionale, a cui associare valore sociale e culturale (e non solo economico), che restituisce ai cittadini il diritto di deciderne l’uso in processi pubblici e partecipati e, fra l’altro, punta all’azzeramento del consumo di suolo e alla diffusione di pratiche di recupero, riqualificazione e riuso del già edificato>>.

Hanno dato un contributo, nella prima parte del dibattito, anche il pittore Tullio Pericoli, le imprenditrici Simonetta Varnelli e Paola Cocci Grifoni.

Hanno partecipato all’incontro più di 500 persone, una piazza gremita, attenta e partecipe, che ha sottolineato frequentemente con applausi i punti focali e più radicali del discorso di Salvatore Settis, quelli sulla storia e senso delle legislazioni di tutela, sulla relazione tra economia ed ecologia, sul degrado della politica attuale e sul ruolo dei movimenti. Efficace nell’argomentare sul diritto delle nuove generazioni, ha citato A. Smith, K. Marx, T. Roosevelt, Don Milani, G.Zagrebelsky autori di varia provenienza ma che puntano tutti sulla solidarietà delle generazioni. Lucidissimo e stringente ad argomentare sulla miopia del dominio dell’economia sulla politica, sull’assurdità dell’essere costretti a scegliere tra salute e lavoro in contrasto con i principi costituzionali (riferimento all’Ilva di Taranto), sul declino di una civiltà che calcola tutto in termini di costi e benefici ma non è in grado di calcolare la distruzione ambientale e relative perdite (il valore totale del capitale naturale del pianeta  è stato misurato ed è di 51.000 miliardi di dollari più del doppio del PIL del pianeta). Come rispondere al massacro indiscriminato del paesaggio e della terra? Innanzitutto, sostiene Settis, riferendoci alla nostra Costituzione che, seppur non parli mai esplicitamente di bene comune, negli articoli 32, 35, 41, 42,43, 82, fa riferimento di fatto ad esso con declinazioni diverse e appellandosi all’utilità sociale. Estremamente interessante la parte finale sulla discrepanza tra principi costituzionali e realtà e ruolo dei movimenti. La democrazia rappresentativa è in crisi, c’è una interessante discussione mondiale su questo e dobbiamo affermare con forza che non può esistere democrazia rappresentativa se i cittadini delegano tutto e non svolgono un “potere negativo” (ostacolare, sorvegliare, giudicare e votare). <<Votiamo e non pensiamo più? Ci possiamo fidare dei nostri rappresentanti? Io non mi fido>>. Se i cittadini si riappropriano del loro potere non fanno “antipolitica”;  a fare antipolitica sono loro che stanno distruggendo tutto. Sottolinea l’incapacità, in questa fase storica,  dei partiti (nessuno escluso), la loro paura a parlare di ambientalismo per le responsabilità che hanno nella distruzione e dissipazione dei beni comuni ed incita a far fronte comune per contrastare il potere. Per dare speranza e continuare a favorire processi di aggregazione si riferisce alla vittoria del forum nazionale dell’acqua e parla di riscoperta della sovranità popolare come la intendevano La Pira e Dossetti.

La seconda parte dell’incontro è dedicata alla dissipazione speculativa dei beni comuni nella nostra Regione. Si è fatto riferimento alla crescita negli ultimi decenni della superficie cementificata (274% a fronte di una popolazione residente aumentata del solo 15%), al fatto che il 38% dei Comuni ha costruito interi quartieri in zone ad alto rischio ambientale, alla più alta percentuale di pannelli fotovoltaici installati a terra anche in zone ad economia rurale di qualità e ad alto valore paesaggistico. In particolare è stato poi sottolineato come le Marche stiano diventando un nodo della speculazione nazionale ed internazionale per l’ acquisizione e lo stoccaggio del gas, per la produzione di energia da combustione (rigassificatori e biomasse) e per la  sua distribuzione attraverso megaimpianti quali l’elettrodotto Terna da 380.000 Volt.

Emerge con chiarezza dall’incontro che a questo scempio i cittadini delle Marche intendono rispondere tutti insieme. La  legge di iniziativa popolare dà voce alle azioni di resistenza dei cittadini organizzati in gruppi, comitati, associazioni dal Pesarese a San Benedetto del Tronto e può essere considerata l’esito positivo di chi non urla in preda ad una sindrome NIMBY (non nel mio cortile) ma di chi si sta organizzando in nome di un’altra economia (non di rapina) e di un’altra democrazia.

Tutti convinti che il paesaggio, come l’acqua, sia un bene comune e non  una merce. Tutti consapevoli che il territorio sia di tutti e che per questo  non possa essere saccheggiato, avvelenato, consumato, desertificato e che, invece, come  ogni altro bene comune, debba essere tutelato, curato, presidiato, valorizzato, governato con la partecipazione di tutti i suoi abitanti.

Dopo gli interventi sulla ruralità, gestione dei fiumi e dei centri storici, sull’elettrodotto Terna e le questioni dell’energia affidati ad associazioni aderenti al forum e dopo l’intervento conclusivo del forum regionale per l’acqua bene comune, Settis riprende la parola e offre un ulteriore contributo. Fa capire che quelle denunce sono il corpo delle sue istanze e che la partecipazione diretta dei cittadini e delle cittadine, la loro capacità di stare insieme è oggi il nodo cruciale. Il messaggio risulta chiarissimo,  i percorsi di impegno comune che si sono organizzati a livello nazionale per difendere l’acqua bene comune e che ora si stanno organizzando per una legge di iniziativa popolare in difesa della terra e del paesaggio sono le leve del cambiamento in cui crediamo.

Il banchetto delle informazioni sulla legge è stato frequentatissimo per tutta la serata, tante le richieste di informazioni, tante le offerte di disponibilità per la raccolta di firme e incoraggiamento ad andare avanti con determinazione su questi temi. Ma è poi stato l’applauso finale il segno che ha fatto emergere con forza l’impegno, l’energia e la speranza in un cambiamento.

Agli scettici offro per chiudere una citazione di M. Mead: <<Non dubitiamo mai che un piccolo gruppo di individui coscienti ed impegnati possa cambiare il mondo. E’ proprio in questo modo che ciò è sempre accaduto>>

Mary Pazzi

Associazione Luoghi Comuni, movimento piceno di democrazia dal basso, aderente al Forum “Per la terra ed il paesaggio delle Marche”

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