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La bellezza perduta delle città

15 dicembre 2013 in Eventi, Novità, proposta di legge, Riunioni

[foto album] Venerdì 6 dicembre  Fermo, Centro Congressi San Martino, “Il governo del territorio nelle Marche: quali cambiamenti?”

Fermare il consumo di suolo; recuperare la bellezza perduta delle città; mettere in sicurezza il territorio e valorizzare i preziosi paesaggi agricoli

Articolo di Paolo Berdini, pubblicato sulla rivista Left 

Trecento persone che in una fredda serata di dicembre a Fermo seguono per tre ore il dibattito sulla proposta di legge urbanistica della giunta regionale delle Marche: uno dei tanti segnali di voglia di cambiamento e partecipazione che attraversano l’Italia. Grande merito al Forum dei movimenti per la terra delle marche e Salviamo il paesaggio che hanno organizzato l’incontro cui ha partecipato l’insigne giurista Paolo Maddalena.

Nel 2007 la regione Marche aveva presentato un analogo disegno di legge fondato sui presupposti dell’urbanistica contrattata e dei diritti edificatori, i pilastri con cui ha trionfato la rendita speculativa fondiaria. Per fortuna quello sciagurato progetto di legge non passò e i sei anni che ci dividono da allora dimostrano il tragico fallimento delle politiche territoriali neoliberste. Nel distretto produttivo di Fabriano, una delle eccellenze della struttura industriale italiana, ci sono 45 ettari (un ettaro è la misura di un campo di calcio) di capannoni dismessi. Nei giorni del convegno, intense piogge hanno messo in ginocchio molte parti del territorio, dimostrando una volta di più l’urgenza dell’avvio della difesa idrogeologica. Il patrimonio abitativo invenduto è così elevato da aver provocato un grave diminuzione di valori immobiliari specie nelle aree interne: perde dunque valore l’unico vero salvadanaio delle famiglie marchigiane. E’ infine miseramente crollata la filiera finanziaria del mattone selvaggio. La Banca Marche presenta oggi oltre 600 milioni di sbilancio proprio per gli investimenti allegri a favore della speculazione immobiliare di questi anni.

In sei anni è dunque cambiata un’epoca. La nuova proposta di legge stenta ad averlo pienamente compreso. Se, infatti, è stata lodevolmente depurata dall’infezione dei diritti edificatori, presenta ancora i segni della cultura che ha portato al disastro del territorio. Si apre ora una fase di importante confronto con la società civile: anche il Forum dei comitati ha infatti presentato una proposta di legge sul territorio supportata da un numero imponente di firme, oltre 8.000 raccolte in ogni angolo del territorio marchigiano. Utilizzando questa preziosa spinta, le Marche potrebbero essere la prima regione a fare i conti con la crisi immobiliare e ad indicare la strada per uscire dal tunnel della crisi: fermare il consumo di suolo; recuperare la bellezza perduta delle città; mettere in sicurezza il territorio e valorizzare i preziosi paesaggi agricoli.

 

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